mercoledì, ottobre 03, 2007

[el pube è un pilota - il ritorno]

Dopo un'assenza durata mesi (e che si protrarrà per altrettanto, spero, nel futuro) torna la vostra amata rubrichetta sui nuovi episodi delle serie che preferite ma soprattutto sui piloti di quelle che preferirete. Andiamo a cominciare, c'è tanta roba.



Bionic woman, NBC
Brevemente: dopo un incidente, una barista con sorellina a carico viene parzialmente "ricostruita" con protesi bioniche.

Probabilmente a voi suonerà una scemata, proprio come suonò a me quando sentii la prima volta che avrebbero fatto il remake della serie con Lindsay Wagner. Invece il pilota di Bionic woman è proprio tosto, non eccellente né irresistibile ma con alcuni momenti davvero pazzeschi (il risveglio horror nell'ospedale, il primo "salto"). Dagli anni '70 le cose sono molto cambiate, e la serie risente moltissimo dell'influenza di Alias, ma per quanto ci rendiamo conto che l'infatuazione durerà poco per ora siamo innamorati pazzi di Michelle Ryan, eroina paffuta che scopre di essere davvero cazzuta oltre che decisamente caruccia. Un colpaccio mettere Miguel Ferrer (ricordate Robocop?) a fare il villain.



Californication, Showtime
Brevemente: uno scrittore alcolista e donnaiolo cerca di superare la sua crisi creativa e di riconquistare la sua famiglia.

Il ritorno di David Duchovny come protagonista di una serie è stato il fatto più chiacchierato dell'inizio di stagione, e la serie stessa è divenuta una delle più amate e discusse sui blog (chiamati peraltro in causa furbescamente dalla trama stessa). Ma al di là delle polemiche dei conservatori o delle resistenze di molti di fronte a una serie che a primo acchito sembra costruita sulla mera provocazione, la verità è che Californication ha una sceneggiatura che la maggior parte delle serie contemporanee si sognano, forse addirittura la migliore, oltre che un cast di primo e di secondo piano - sia come attori che come caratteri - assolutamente perfetto.



Chuck, NBC
Brevemente: un placido nerd si ritrova nel cervello tutti i segreti delle più grandi spie del mondo.

Partita senza troppi squilli di tromba, la serie spy-action-comedy creata dal Josh Schwartz di The O.C. è probabilmente la cosa di cui più si parlerà nei prossimi tempi, e forse (ma dico forse) la migliore novità della stagione. Non solo perché il pilota è uno dei più belli degli ultimi anni, e il secondo episodio tiene botta in modo eccellente, ma perché Chuck è uno di quei rari casi in cui si riesce a creare nel giro di mezz'ora un'affezione totale ai suoi personaggi, aiutata da un uso massiccio del web marketing. Chuck Bartowski comunque è l'amico che tutti vorremmo avere, Captain Awesome segue a ruota. Awesome!



Journeyman, NBC
Brevemente: un reporter scopre di poter viaggiare nel passato modificando il presente.

A dire il vero, dal pilota non si capisce bene di cosa si tratti, l'impressione è che ci vorrà un bel po' prima di avere delle risposte, e non invoglia troppo a continuare . Anche perchè gli artifici narrativi con cui è raccontato il viaggio nel tempo sono di una bruttezza incredibile, e Kevin McKidd ha una delle facce più improbabili che si siano mai viste, sembra Daniel Craig più sgonfio ed è davvero fuori ruolo. Ma gli ultimi minuti del pilota, che aprono ampi varchi verso l'amato mondo della conspiracy theory, mi hanno convinto a dargli una seconda occasione: vedremo quanto durerà.



Moonlight, CBS
Brevemente: c'è un vampiro con la voce off.

Che non si dica che mi piace tutto e che guardo tutto, ecco a voi la serie da evitare a tutti i costi: sorta di rip-off di Angel, è uno scrauso tentativo di rinverdire il fascino dei vampiri dopo la fine di Buffy, ma senza metterci un'idea che sia una, una trovatina, un guizzetto, niente. Ed è pure girato da cani. E inizia con un'intervista, gosh. Orrido il cast, persino Sophia Myles che pure avevamo adorato nel miglior episodio di Doctor Who di sempre (questo), traditrice. Pietoso il tentativo di migliorare le cose con il personaggio cinico del vampiro paranoico. Guarda, lasciate proprio perdere che è meglio.



Reaper, The CW
Brevemente: un ventunenne di Seattle scopre che i suoi genitori hanno venduto la sua anima al diavolo, e diventa suo schiavo.

Ed ecco la sorpresa della stagione: meno discussa di altre serie, almeno qui dalle nostre parti, ma con un pilota davvero incredibile diretto niente meno che da Kevin Smith, che dà molto del suo tocco post-nerd metropolitano alle vicende dei tre clerks alle prese con le forze del male. Con personaggi irresistibili (Tyler Labine nel ruolo del migliore amico, Ray Wise che fa il diavolo, signori, Ray Wise!) e idee geniali (quella dell'artefatto per catturare i demoni che cambia ogni puntata è da manuale), Reaper si prospetta come la serie più divertente dell'anno. Almeno, io ho riso come un cretino per quaranta minuti, e spesso senza sapere perché.




 Altre notazioni sparse su roba che c'era già

- prima di tutto, devo fare ammenda per non aver speso almeno un'ora alla settimana per dire a tutto il mondo che le nuove stagioni di Doctor Who sono, con poche eccezioni, la cosa più bella e appassionante che ci sia in televisione, e punto. Per adesso ho visto la prima stagione (con Christopher Eccleston) e la seconda (con David Tennant) e progetto di vedere la terza (che pare essere un po' in calo, temo) entro l'inizio dell'anno, quando inizierà la quarta. Time flies, mate. Non ne ho mai parlato qui, e me ne rammarico: beh, l'ho fatto ora.

- dopo il lungometraggio pare che qualcosa sia cambiato, o forse solo dentro di me, perché nel giro di due episodi il gap tra Family Guy e The Simpsons sembra restingersi. Va bene, i quaranta minuti di season premiere dei primi, con la replica di Star Wars, non li batte nessuno e confermano l'assoluto genio di Seth MacFarlane e soci, ma - per esempio - il secondo episodio viene battuto in volata dai primi due del cartoon di Groening. Se proprio deve essere una guèra, puntiamo su Peter Griffin come vincitore dieci a uno, ma non si può dire che Homer non combatta che è un piacere.

- è ricominciato Heroes, e non stavamo più nella pelle. Devo dire però che i primi due episodi, seppure i personaggi nuovi non siano affatto male, non sono all'altezza delle enormi, gigantesche aspettative. Ovviamente, avendo visto come si è evoluta la prima stagione, con alcuni dei migliori pezzi di televisione di sempre (Company man da solo vale intere stagioni di *inserisci qui la serie che piace a te*), aspettiamo tempi migliori. E sappiamo di certo che arriveranno. Hiro, pensaci tu.

- dopo una prima stagione bellissima e una seconda ancora migliore, il terzo anno di Prison Break è praticamente uno spin-off di se stesso. La classe c'è ancora, eccome, e la serie è sempre più rude, violenta e "maschia" (ma a chi vogliamo darla a bere?). Chi ha visto il finale della seconda sa di cosa parlo. Ma è tutto finito lì: quello che rimane è una roba certamente divertente ma visibilmente posticcia. Almeno, per ora. Io comunque continuo a seguirlo, perché sono pazzo come un cavallo.

- dopo la discesa all'inferno della seconda, la terza stagione di Weeds cerca di rimettere un po' le cose a posto, ma conoscendo Jenji Kohan e soci ne dubito. Sempre irresistibile, ovviamente. E sbrigatevi che è quasi finita.

- di Dexter devo ancora finire la prima stagione, e mi scuso per essere arrivato per ultimo, stavolta: la sto centellinando lentamente, perché è talmente bella che ho bisogno di qualche giorno di relax dopo ogni episodio. No, davvero. Sappiate solo che è iniziata la seconda, ecco.

- è iniziata anche la terza stagione di My name is Earl, ma dopo il traumatico finale della seconda ho una tremenda paura, sia per Earl che per il futuro della serie, già calata di molto nelle mie preferenze dal folle amore della prima stagione. Speriamo in bene.




Roba di cui sentirete parlare nel prossimo episodio, se ci sarà:

Cavemen, Aliens in America, Mad Men, Dirty Sexy Money, Tell me you love me.
(e se vuoi inserisci nei commenti quello che vorresti di cui io parlassi)

Alla prossima (pheeu)
un post di kekkoz alle ore 12:43 | Permalink | commenti (58) | tags: controcampi


mercoledì, febbraio 21, 2007

[el pube è un pilota/ambrogio edition]

come da tradizione, qualche notazione logorroica e grafomane sulle vostre serie televisive anglofone preferite, in diretta dalla città dove il carnevale dura di più perché sono tutti matti.


Supernatural
The WB/ The CW

Dopo la massiccia promozione mediatica di autorità-del-settore come Violetta e La Ningia, era impossibile non affacciare la mia testolina affamata di serialità sul magico mondo dei fratelli Winchester. E ora non posso più farne a meno: al punto di riuscire a vedere tre o quattro episodi di fila, accompagnati se possibile da collettive urla di giubilo, senza una punta di dubbio che sia tempo sprecato. Supernatural è una serie che ha potenzialmente tutto quello che potrebbe infastidirmi, ma come con le ciliege o i chupitos, un episodio tira l'altro. E crea una dipendenza di gruppo che ha pochi precedenti e che si espande ben al di fuori del campo temporale della visione stessa.


Torchwood
BBC Three

Di questa serie tv inglese, di cui è da poco finita la prima stagione, ho visto per ora solo il pilota. Ma c'è tutto il materiale per una futura e sonorissima dipendenza: marchingegni alieni, pterodattili, fotografia di grana grossa, quel tocco di slash che non guasta mai, un'eroina adorabilmente imperfetta, il bellissimo accento di Cardiff. Uno spin-off di Doctor Who che sembra un incrocio di Men in Black, Buffy e una versione parodico/goliardica di entrambi. Roba da perderci la testa. E noi sulla RAI abbiamo Elisa di Rivombrosa. Per dire.


The Dresden Files
Sci Fi Channel

La nuovissima serie creata da Jim Butcher a partire dalla sua stravenduta saga letteraria sembra confermare fin dal pilota i miei dubbi su Sci Fi Channel, forse troppo impegnato a godersi gli allori di Galactica. Non che The Dresden Files sia girato o prodotto male, il problema è che di Harry Dresden e dei suoi problemi non ce ne frega niente, la mastodontica fronte di Paul Blackthorne non è d'aiuto, ci siamo stufati delle solite poliziotte legnose e semi-frigide, e al di là dei pallidi tentativi di humor non c'è un briciolo di irona. Il personaggio di Bob, lo spirito-teschio interpretato da Terrence Mann, potenzialmente ottimo (anche solo per l'impressionante somiglianza con Tim Curry), è un contentino risibile. O forse è l'assenza totale, per una volta, di possibili sottotesti gay? Dite che ho dei problemi? Ognuno si diverte come può.


Primeval
ITV1


Il mio primo approccio - credo - con le reti commerciali britanniche ITV va a segno al primo colpo. La prima stagione di Primeval è iniziata da tre settimane e ne durerà altrettante, ma con alti costi di produzione: infatti gli effetti speciali sono più che buoni, soprattutto rispetto alla media televisiva inglese e europea. Ma non è questo il vero punto di forza della serie: sarà il fascino del viaggio nel tempo, sarà il portale stargheittiano in mezzo alla foresta, sarà il nerd con le spillette, sarà il dinosauro che distrugge uno stereo perché infastidito dai Kaiser Chiefs, sarà che Stephen Hart è il maschietto più figo del pianeta, ma il pilota mi ha fatto venire voglia di averne ancora, e ancora, e ancora. Dando a Torchwood quel che è di Torchwood (Primeval infatti gli rubacchia davvero una montagna di idee), una serie da non lasciarsi scappare. E noi su Mediaset abbiamo i RIS. Per dire.


[roba di cui si è già parlato]

Family guy aka I Griffin conferma, perdonabili cali di pressione a parte, il trend positivo delle ultime due stagioni. Episodi incredibili come "Road to Rupert" e autentiche perle come Brokeback Mountain dal punto di vista dei cavalli non hanno prezzo.

Heroes è ormai la nostra droga settimanale. Il martedì sera non si fa niente prima di aver visto Heroes. E se l'episodio 15 è stato forse l'unico davvero moscio dai tempi del pilota, la ripresa del 16mo è stata davvero impressionante, per non dire traumatica. Yatta! a tutti.

Stasera sulla CBS ricomincia Jericho, dopo una pausa durata quasi tre mesi. Tipo, io non mi ricordo quasi niente. Solo che cominciava a piacermi davvero. Robert Hawkins, aiutaci tu.

A proposito di attesissime riprese, avvertiamo lor signori che la scorsa settimana è ricominciato sulla BBC Life on Mars, l'oggetto seriale più bello apparsa sulle tv europee negli ultimi anni. E ricomincia col botto. Tra l'altro, questa seconda stagione sarà anche l'ultima. Devo aggiungere qualcosa?

Siamo sinceri: la terza stagione del serial più noto e seguito (e amato, e chiacchierato, e criticato) del globo, a parte l'incipit spumeggiante del primo episodio, non era poi questo granché. Almeno, rispetto alla spettacolare seconda stagione. Ma "Flashes before your eyes" è uno degli episodi più belli di sempre. Ripeto: di sempre. Desmond Hume è il nostro eroe: quasi quasi ci mettiamo a piangere. Bentornato, Lost.

Su My name is Earl il discorso è sempre quello: la prima stagione era più bella, ma bastano momenti come un flashback dell'episodio 2x14 a farci pensare che forse non possiamo farne a meno.

Chi pensa che la seconda stagione di Prison Break sia in calo rispetto alla prima, probabilmente non la sta guardando affatto: poche volte si era vista in tv una tale violenta discesa all'inferno, illuminata di continuo da tocchi di speranza puntualmente negati dal sadismo di Paul Scheuring. Non credo che il gioco abbia ancora il fiato lunghissimo, e ci attendiamo qualche vero sacrificio in nome della verità: ma per ora la scimmia non è ancora scesa dalla schiena, e non intende scendervi.

La NBC ha invece trasmesso due giorni fa quello che potrebbe tranquillamente essere l'ultimo episodio di Studio 60 on the Sunset Strip: la creatura di Aaron Sorkin, a causa degli ascolti disastrosi e dell'odio collettivo degli americani nei confronti di Sarah Paulson (e delle tematiche religiose, sospetto), sarà sostituita da lunedì prossimo da una serie che non voglio nemmeno nominare scritta da Prezzemolo Haggis. Alla fine della quale? Chissà. Ma non possiamo certo pretendere granché da un pubblico che scarta l'arguzia e la supponenza di Mr Sorkin perché si sente preso in giro. Certo che vi prende in giro, e ha pure ragione. Va detto: da noi andrebbe probabilmente peggio.

Non mi arrendo all'idea che una serie basata su meccanismi abusati e con tanto di risate registrate possa farmi così ridere. Ma è così. E ultimamente ho scoperto che non è un problema solo mio, il che mi consola. Comunque, la recente opposizione Lizzy Caplan versus Jaime King è un'autentica rivelazione. Credo che nel nostro paese The Class farà furore.


Cercavate gli altri post simili? Uno, Due e Tre.

E prometto che se mi trovate un lavoro la smetto.

un post di kekkoz alle ore 13:23 | Permalink | commenti (44) | tags: controcampi


lunedì, gennaio 22, 2007

[el pube è un pilota / coffee break]


Knights of prosperity
ABC

Giunto alla nostra attenzione per puro caso e senza nemmeno un briciolo di hype da oltreoceano (ma è ancora cosa nuova, e da queste parti i nomi coinvolti possono dire poco), la minuscola serie comedy prodotta dal team del David Letterman Show è invece una piacevole sorpresa. Un gruppo di irresistibili bifolchi che cerca di derubare l'appartamento newyorkese di Mick Jagger, ovviamente con risultati disastrosi quando non misteriosamente fortunati, inframmezzati da Jagger stesso che mostra il lusso del suo loft (e il suo irreprensibile schiavo asiatico) con notevole autoironia. Cheap and chic: uno spassone.


Dirt
FX

Dopo l'exploit miracoloso di Matthew Perry, attendevamo il ritorno di Courtney Cox. Tutti ne parlano: qui dicono le parolacce e scopano, che bello. E invece no. No no. Per farvi capire: un palo della luce con un vestito da sera (leggi: Courtney Cox) esce dal locale cool dove si sta festeggiando la premiere di un film molto brutto. Fuori dal suddetto locale c'è un giovane virgulto che legge un libro molto grosso. Lei: "nessuno a Hollywood legge libri". Lui: "mi inquieterebbe essere definito qualcuno a Hollywood". E poi, lui spara la perla delle perle: "incredibile, tutto questo libro solo perché ha mangiato un biscotto". Lei, non contenta della di lui vaccata: "non è un biscotto, è una maddalena". Segue dialogo sulle rispettive macchine sportive e canonica scena di sesso. Per quanto mi riguarda Dirt era già finito alla parola "biscotto".


e inoltre

Colgo l'occasione per segnalare che questa sera (questa notte) ricominciano dopo lo iato natalizio le due migliori serie tv di questa stagione. La prima è Studio 60 on the Sunset Strip, il capolavoro di Aaron Sorkin scandalosamente dimenticato dai Golden Globes, giunto (per miracolo, visti i pessimi ascolti) al dodicesimo episodio. La seconda è la vera sorpresa di questa annata televisiva, ovvero la declinazione definitiva del racconto superomistico, ovvero la serie con il maggior tasso di additività dai tempi della botola, ovvero la serie con Hiro Nakamura, ovvero la nuova pazzesca creatura di Tim Kring: Heroes, ladies and gentlemen. Avete ancora tempo per mettervi a pari.


Cercavate gli altri post simili? Uno e Due.
un post di kekkoz alle ore 15:16 | Permalink | commenti (31) | tags: controcampi


mercoledì, ottobre 18, 2006

[el pube è un pilota / 2]

Prima o poi va fatto: visto che è un argomento molto in voga, che è terribilmente interessante, che ho visto ancora un po' di pilot (e non solo) di nuove serie tv americane, e che ho alcune notazioni da aggiungere su serie di cui si è già parlato e riparlato, continuo quanto ho iniziato in questo post.


30 Rock
NBC

Scritta e interpretata da Tina Fey, irresistibile comedian del Saturday Night Live e responsabile della bella sceneggiatura di Mean Girls, la serie viene presentata da qualche parte come una versione "più corta e forse più divertente" di Studio 60. Anche 30 Rock è infatti ambientata nel backstage di un programma televisivo, e non è la sola cosa che le accomuna. Va da sè che non c'è assolutamente confronto con il capolavoro di Aaron Sorkin. Ma insomma, c'è Tina Fey, Alec Baldwin è mostruosamente bravo, e alcune battute e situazioni fanno davvero centro, come il flashback griffiniano in cui Tracy Morgan agita una spada laser per strada in mutande urlando "I'm a Jedi". Rischia pure di annoiare in fretta, ma per ora si fa vedere con simpatia. E poi, più breve è davvero, quindi ben venga.


Dexter
Showtime

Dopo Weeds, Showtime si conferma come uno dei canali dai contenuti seriali più originali e "forti". Micheal C. Hall, orfano di Six feet under, interpreta un sessuofobo patologo legale che, segnato da un'innata e ineliminabile tendenza ad uccidere e dal desiderio di renderla "costruttiva", di notte diventa uno spietato serial-killer "di gente cattiva". Ironico, ben girato, ben interpretato, intelligente, gustoso. Solo 10 episodi da un'ora scarsa: via, e chi se li perde?


Smith
CBS

Ho visto il pilota di Smith e ho detto: wow, c'è Ray Liotta! Virgina Madsen! Sickboy di Trainspotting! Wow, che ricca ricchissima confezione, chissà quanti soldi hanno speso! Wow, ci sono le rapine e le esplosioni! Wow, c'è Hide and seek degli Imogen Heap! No, la fava, non c'è nulla che mi abbia invogliato a vedere il secondo episodio. Ray Liotta lo prenderei a schiaffi ogni volta che ride o che apre bocca, ma non è solo quello il problema. Comunque sia, a confermare la mia impressione negativa, la serie è stata cancellata dopo tre episodi. E sai che dolore.


The Nine
ABC

Si potrebbe pensare: sarebbero capaci tutti a fare buoni ascolti con un traino come Lost (che va in onda prima di The Nine), che bisogno c'è di fare anche un buon prodotto? E invece gli autori di The Nine hanno avuto l'unica vera "Idea con la I maiuscola" (per ora) della stagione: una rapina in banca ha "qualche" complicazione, e diventa un lunghissimo sequestro. I nove del titolo, prima sconosciuti, sono ora fortemente legati da quello che è accaduto in quelle 52 ore. Ma noi non sapremo per un bel po' quello che è successo in quella banca. Ci vuole poco a creare un'ossessione, però cavoli, complimenti.


Ugly Betty
ABC

Uno dei più grossi successi di questa stagione è il remake di una (giuro) telenovela colombiana, trapiantata negli states grazie alle manine solerti di (giuro) Salma Hayek. Detta così, lo so, non è molto attraente: e invece Ugly Betty è coloratissimo, piacevole, divertente, America Ferrera è adorabile, e premettendo che la programmazione della ABC offre di meglio, Ugly Betty merita tutto il suo successo e anche parte del nostro tempo libero. L'unico vero suo limite è la somiglianza della premessa di base (ma anche di parte dello svolgimento) con Il diavolo veste Prada. Ma stai a guardare il capello.


[inoltre]

Dopo un secondo episodio incredibile e la bella conferma del terzo, mi rimangio qualsiasi dubbio possa aver sollevato sulla visione di Heroes. Bello bello. Six degrees si mantiene su un livello quantomeno dignitoso. Con Jericho sono stato invece un po' troppo cattivo: adesso che c'è qualcosa da scoprire (il segreto che cela l'inquietante Robert Hawkins) e che probabilmente in ballo c'è ben altro che una "semplice" guerra atomica, il tutto si fa più interessante. Yuk Yuk. Continuo a vedere The class perché sono innamorato di Lizzy Caplan, ma in realtà mi sto affezionando a tutti. Nah? Infine, a costo di ripetermi: Studio 60 on the Sunset Strip non è semplicemente bello. E' più bello. Potrei stare ore a fare l'apologia di ogni singolo personaggio (e di ogni interprete) di questa serie. Se non ve lo siete già procurato, siete dei pazzi. Pazzi. Pazzi.


[altre ed eventuali]

- Weeds comincia stanotte su Raidue. Avete capito bene, Raidue. Avete capito bene, stanotte. A Mezzanotte e Quaranta. Lo so che è un orario infame e bastardo, ma esiste una cosa chiamata videoregistratore. Il mio consiglio rimane comunque di recuperarlo in lingua originale: nella traduzione non potrà che perdere, e tanto. Nel frattempo, la seconda stagione di Weeds riconferma la meraviglia della precedente, beccando l'unico passo falso (l'ottavo) ma anche uno degli episodi più belli (il nono).

- vedere in parallelo i nuovi episodi dei Simpsons e quelli dei Griffin (Family Guy) fa venire quasi malinconia: il ritmo e il genio del cartoon di Seth MacFarlane è ormai assolutamente irraggiungibile, e Matt Groening - a parte l'ormai storica apparizione degli White Stripes - non può nemmeno lucidargli le scarpe. Vedere per credere.

- la seconda stagione di My Name Is Earl poteva sembrare debole rispetto alla prima, ma il quarto episodio mi ha fatto cambiare completamente idea. Stupendo. Randy for president. Time After Time.


[marchette]

Già che ci sono, segnalo tre blog di notevole interesse.

- l'amichetto CineEdo, dopo mesi di insistenze, ha finalmente aperto un blog. Non un cineblog, bensì un blog di cucina, tra sushi e grolle dell'amicizia. E lui ne sa qualcosa, ve lo assicuro. Si chiama Eat it. Buon appetito.

- visto il successo ottenuto immediatamente, il divertentissimo blog di "calembour cinefili" dell'amichetto Maxime non avrebbe nemmeno bisogno della mia segnalazione, ma lo faccio lo stesso: Qualcuno volò sul nido del culo.

- una blog-community sul cinema? Ancora non ho bene capito cosa sia, ma senza dubbio è attraente: Cinemozioni.
un post di kekkoz alle ore 14:31 | Permalink | commenti (17) | tags: controcampi


domenica, ottobre 01, 2006

[el pube è un pilota]

Visto che negli ultimi giorni ho messo un po' da parte la "cinefilia standard" e non ho fatto altro che vedere pilot, vi porgo gentilmente qualche piccola anticipazione, per una volta "postgiudiziale", su alcune serie che sono cominciate da poco negli USA. Questa non è, e non vuole essere assolutamente, una guida esaustiva alla nuova stagione televisiva americana, perché mancano davvero molte cose (alcune delle quali ho evitato, mentre altre devono ancora iniziare), ma spero di recare comunque un discreto servizio a lor signori. Orsù, si va a cominciare.


Eureka
Sci-Fi Channel

Un poliziotto di città finisce per sbaglio insieme a quella ribelle di sua figlia in una piccola cittadina di provincia. Che in realtà è una copertura per "Eureka", centro tecnologico voluto da Einstein nel secondo dopoguerra per isolare le più grandi menti della nazione e far progredire la scienza: la cittadina è quindi abitata solo da cervelloni. La forza di Eureka, che conquista subito per la freschezza e la piacevolezza di scrittura e messa in scena, non sta nei rimandi televisivi, cinematografici e tecnologici, né nella ricchezza scenografica (che per la verità a volte sacrifica la resa artistica). La verità è che Eureka, nonostante i soliti intrighi e le verità da scoprire episodio dopo episodio, non si prende mai troppo sul serio. E a volte fa sganasciare dalle risate. Tutto merito di Colin Ferguson, verrebbe da dire, e non a torto: e chi l'avrebbe detto, con quella faccia.


Heroes
NBC

Prendete un X-man di Bryan Singer a caso. Che so, la Rogue di Anna Paquin. Prendete il Clark di Smallville. Prendete, che so, il Bruce Willis di Unbreakable, o il Peter Parker di Sam Raimi. Ecco, Heroes non racconta nulla di nuovo rispetto alle tendenze più radicate nel recente cinema superomistico americano. Anzi, ci si infila alla perfezione, non senza malizia, e furbizia. Eppure la nuova serie del Tim Kring di Crossing Jordan potrebbe diventare una delle più disperatamente "additive" della nuova stagione: perché il pilota avrà pure dei momenti di calo, qualche piccola banalità, i soliti incroci del caso (anche qui a New York come in Six Degrees) l'insopportabile Sendhil Ramamurthy, ma ha anche e soprattutto momenti di grande tensione ed emozione, e i personaggi ti si infilano subito in testa. Sì, credo proprio che lo seguirò. Da segnalare la sequenza in cui la bellissima diciassettenne Hayden Panettiere (ehi, siamo italoamericane, baby?) sperimenta la scoperta dei suoi poteri, e noi con lei attraverso l'occhio fenomenico di una videocamera. Uau.


Jericho
CBS

Bombe atomiche scoppiano sulle città americane: la cittadina di Jericho affronta l'emergenza nell'isolamento più totale: gli ultimi uomini sulla Terra? Ma diamine: sulla carta, Jericho poteva essere la vera bomba televisiva della stagione: e invece a quanto pare non è così. Intendiamoci: lo spettacolo non manca, il pilota si fa guardare senza annoiare troppo, c'è pure Gerald McRaney. Ma qui siamo ancora fermi a The day after, le paure della gente (di provincia e non solo) sono sempre quelle, e quando pensi che ci sarà un assalto al drugstore e al benzinaio seguiti da un bel po' di retorica communityaria, oh toh, c'è proprio ma proprio tutto questo. Gli si dà un'altra possibità, forse due, poi però basta eh.


Men in trees
ABC

Una relationship coach scopre i tradimenti del futuro marito e si ritrova in Alaska (Northern Exposure? Nah.) dove ci sono solo praticamente uomini, e non propriamente il tipo di uomini che lei conosce e su cui ha costruito la sua carriera. Forse non sapeva proprio niente degli uomini: è il caso di imparare. E forse se avessi saputo prima la trama non era il caso di provare, ma ormai. No, Men in trees non fa per me, le sexandthecitiche questioni legate all'autoanalisi femminile non riescono a conquistarmi: mi rendo conto che forse non faccio parte del target di questa serie, boh, sarà che ho il pene, ma come posso perdonare uno dei momenti cinetelevisivi più ruffiani (un abito da sposa gettato da un burrone) che io ricordi di aver mai visto nella mia vita e in tutte le mie vite precedenti? Però vi avverto: Anne Heche è bravissima anche da etero, lo script è davvero professionale, e la colonna sonora (c'è anche Gone Daddy Gone) è ottima e anch'essa ruffianissima. Via, sono sicuro che a qualcuno di voi basterà.


Six degrees
ABC

Sapete cosa sono i sei gradi di separazione, vero? Se avete visto il delizioso film di Fred Schepisi lo sapete, sennò informatevi. Comunque, visto che le parole caso e destino sembrano essersi stampate irreparabilmente nelle capocce di tutti gli sceneggiatori americani, sapete già che anche qui ci saranno persone e vite che si incontrano e si scontrano. Che novità. E a New York, pensa te. Una serie incredibilmente modaiola (c'è il macguffin della scatoletta di legno, l'internet dating, la guerra in Iraq), ma che azzecca in pieno e in modo assolutamente perfetto due o tre situazioni e personaggi (il fotografo di Campbell Scott e quella bonazza di Erika Christiensen hanno un potenziale enorme), e che, ho paura, mi costringerà a starle dietro fino a che morte non ci separi. Se lo abbandonassi e diventasse davvero figo come-vorrebbe-essere non me lo perdonerei mai. Ah, non fatevi ingannare: J.J. Abrams è solo produttore esecutivo.


Standoff
Fox


Una coppia di negoziatori di ostaggi, che - ahiloro, non si fa - vanno pure a letto insieme. Un ostaggio per ogni puntata (uff), in un miscuglio di thriller e commedia sentimentale: se dovessi fare un paragone con quello che si è visto l'anno passato, penserei a Numb3rs. E infatti - come con Numb3rs - ho già deciso di mollare Standoff abbastanza in fretta. Sinceramente: al di là della bravura dei due protagonisti e della buona realizzazione tecnica, non è niente di che, non è niente di nuovo, non è niente di particolarmente interessante. Varrebbe la pena solo per vedere e rivedere Rosemarie DeWitt, che ho già personalmente eletto "moglie ideale in un serial 2006/2007", ma non credo che basti. Via, non ho tutto questo tempo.


Studio 60 on the Sunset Strip
NBC

Il regista di uno show televisivo (che sembra Saturday Night Live) dà in escandescenze in diretta mettendosi contro la degenerazione della televisione americana: ai vertici dell'emittente, una cinica vp decide di approffitarne, a suo modo. Ed eccola qui, la vera bomba della nuova stagione tv americana: la crew di West Wing (adorato da tutti, purtroppo da me sconosciuto) porta in tv un prodotto di gran classe, cupo, disilluso, ironico, con un cast eccezionale (bentornato, Mattew Perry), dialoghi fenomenali, e una regia impeccabile. Non c'è molto da dire: se è tutta come il pilota, questo è proprio amore.


The class
CBS

Generalmente mi tengo a distanza dalle multiple-camera sitcom, tanto più se con le risate preregistrate: ne vediamo già tante, tantissime, troppe, qui da noi. Ma diavolo, sono pur sempre orfano di Friends, e ho bisogno di un paliativo. The class è stato creato dallo stesso autore, David Crane, proprio per questo motivo, e ci prova con tutte le forze. Va detto che non ci riesce del tutto, forse perché i personaggi sono poco più che macchiette. Però va detto anche che io ho visto i primi due episodi sghignazzando come un deficiente a bocca spalancata, e che non vedo l'ora di avere il terzo tra le mani per farmi altre quattro sghignazzate. E poi è breve, si può fare. Per Lizzy Caplan (segnatevela: bellissima e bravissima) si può fare questo ed altro.


Vanished
Fox


La moglie di un senatore scompare nel nulla: indaga l'agente speciale Graham Kelton, e ci metterà pure un botto di tempo. Minimo, una stagione. Anche perché la tizia in questione non era quello che diceva di essere. Credo. Mh. Dopo aver visto il pilota, mi ero convinto di aver trovato il nuovo Prison Break: una bella dose settimanale di conspiracy theory non fa mai male, e la mano fermissima di Mimi Leder rendeva il tutto ancora più eccitante. Dopo il secondo episodio invece mi ero già completamente disinteressato alla faccenda. E non è un complimento. Però, grazie alla collaudatissima formula "interrompiamo ogni cazzo di puntata con un cazzo di colpo di scena", probabilmente lo seguirò. Perché la curiosità è femmina, e io sono femmina dentro. Ma potrei anche leggermi le trame, che è uguale. Il problema in realtà è uno, ma grosso come una dannata Australia: Gale Harold, con quella faccia, non si può guardare. Non si può proprio guardare.
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martedì, maggio 16, 2006

[controcampi]



Scrubs - Season 5

NBC, Wikipedia, Zach Braff Blog, The Blanks website
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martedì, marzo 28, 2006

[controcampi]

We all use math every day...



Everything is numbers.



Numb3rs, CBS.
Official site, Wikipedia, IMDB.
un post di kekkoz alle ore 01:55 | Permalink | commenti (6) | tags: controcampi


lunedì, marzo 13, 2006

[controcampi]



Ogni profeta nella propria casa.



Carnivàle, HBO
Sito ufficiale. Wikipedia. IMDB.
un post di kekkoz alle ore 11:02 | Permalink | commenti (19) | tags: controcampi


domenica, febbraio 26, 2006

[controcampi]




Life on mars, BBC One

Sito ufficiale. Wikipedia.
un post di kekkoz alle ore 18:20 | Permalink | commenti (4) | tags: controcampi


venerdì, febbraio 10, 2006

[controcampi]

Karma. You got to love it.




Sito ufficiale, Wiki.
Caldamente consigliato.

un post di kekkoz alle ore 23:47 | Permalink | commenti (9) | tags: controcampi


lunedì, gennaio 30, 2006

[controcampi]



E adesso come faccio a smettere?
un post di kekkoz alle ore 11:49 | Permalink | commenti (44) | tags: controcampi


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