[il cinema ritrovato XX]Day Two: 02/07/2006
Omaggio a Vincente MinnelliMEET ME IN SAINT LOUIS (Incontriamoci a Saint Louis, USA/1944)
R.: Vincente Minnelli. Int.: Judy Garland, Margaret O’Brien. D.: 113’. V. inglese
Anche in un festival i cui pezzi forti sarebbero sono i film altrimenti invisibili, è impossibile resistere ancora una volta alla bellezza dei restauri dei film di Minnelli a cura del
British Film Institute. Questo suo terzo film racconta attraverso le quattro stagioni la vita di quattro sorelle della Louisiana in attesa della fiera mondiale del 1904, ed è un'operetta allegra e spensierata sui valori (primariamente femminili) della famiglia, improntata ad un elogio del quieto vivere del
neighbourhood adorabilmente naif e rasserenante come un bicchiere di acqua fresca in queste giornate afose. Tutt'altro che una robetta superficiale, comunque: un musical di enorme rilevanza per lo sviluppo delle forme della cultura popolare nei decenni a venire, e un vero ludibrio visivo in questa edizione. Il lungo carrello all'indietro sulla piccola Margaret O'Brien in cammino verso la porta di Mr Braukoff è da
antologia universale dei carrelli all'indietro. Judi Garland canta
Have yourself a merry little christmas. Judy Garland mi fa paura.
Ritrovati & Restaurati
THE SPIRITUALIST (The Amazing Mr. X, USA/1948)
R.: Bernard Vorhaus. D.: 78’. V. inglese
Consigliatomi da mani esperte, il film del newyorkese Vorhaus si è dimostrato in effetti una gran bella scoperta. La bellezza del film non sta solo nella riuscitissima atmosfera da dramma gotico, rappresentata con molta eleganza nonostante la povertà di mezzi e con una notevole originalità fotografica (senza contare la macchina da presa messa nel lavandino, nel camino, sotto il tavolino, ovunque), ma anche per il modo in cui demolisce dall'interno l'atmosfera stessa con l'inserimento di "trovate" (sia di scenografia che di sceneggiatura) che spezzano la tensione, con un'ironia e una gestione del comico (volontario) davvero inaspettate. Nonostante il potenziale cult sia altissimo (basta pensare alla prima scena sulla spiaggia con il corvo, o al vestito da sposa volteggiante),
The amazing mr X è da noi inedito, e il suo regista è un nome perlopiù dimenticato.
Piazza Maggiore
La messa in scena della guerra fredda
THE MANCHURIAN CANDIDATE (Va' e uccidi, USA/1962)
R.: John Frankenheimer. Int.: Frank Sinatra, Janet Leigh. D.: 126’. V. inglese
Con le proiezioni nello schermo all'aperto più grande del paese (secondo in Europa dopo Locarno), il
Cinema Ritrovato va sul sicuro, e propone all'interno della rassegna sulla guerra fredda uno dei film più celebri e rappresentativi di quel periodo e di quell'indole, tra l'altro rifatto di recente da Jonathan Demme. E' quasi inutile dirlo in questa sede, ma tant'è: uno straordinario pezzo di cinema visionario, attualissimo e angosciante, in cui il nemico dell'America è tanto "là fuori" quanto "qui dentro", e le paranoie tipiche del periodo si abbinano ad una storia che rimanda alla tragedia greca. Gran coraggio nello sperimentare il più possibile in tutti i settori, divertimento colto e sagace, altissima tensione, Janet Leigh, e anche tutto il resto: un grandissimo film. Indimenticabili le sequenze dei "doppi sogni" in cui i comunisti sono trasfigurati in un club botanico di signore di mezza età, e il duellone tra Frank Sinatra e un incredibile Henry Silva in versione coreana.