Doomdi Andrzej Bartkowiak, 2005La cannibalizzazione reciproca tra il mondo dei videogiochi e quello del cinema, con rare eccezioni, porta quasi solo a disastri. Si era capito da tempo, nonostante i fan del Raul Julia terminale conciato da Mister Bison non siano pochi. Allora perché fare un film da Doom, che peraltro di cinematografico aveva solo il linguaggio (la soggettiva esasperata a
unico linguaggio visivo, che aprì la strada ad altre decine di First Person Shooter), e che era chiaramente, (per carenze strutturali, a differenza del venturo
Silent Hill) inadatto all'adattamento?
Ma il problema non è questo, perché si sa, il mercato è fatto anche di consumi d'impulso emozionale, e Doom è un prodotto generazionale per antonomasia. Allora la domanda diventa: perché sprecare così poche energie mentali in un film che per alcune persone può avere un qualche significato? Più semplicemente: perché produrre un film così insulso, noioso, inutile, brutto? Perché è brutto, Doom, eh, oltremodo.
Non ci sarebbe bisogno nemmeno di spiegare perché sia brutto, va da sè: la sceneggiatura riduce al minimo storico i conflitti, e l'unico momento in cui i neuroni si accendono dovrebbe essere nella "metamorfosi" dell'inguardabile The Rock e del suo tatuaggione schienale. Gli attori sono tremendi, tutti "wannabe qualcun altro", che sia Colin Farrel o Steve Buscemi o Ice Cube. The Rock non ha bisogno di voler essere nessuno, basta a se stesso. Il film è cupo, buio, violentissimo, concitato, urlatissimo, va bene. Ma sotto sotto è tutto un cliché (che so, c'è il defibrillatore) ed è terribilmente noioso. Noioso è una brutta parola per un action-horror, ma lo è.
Almeno fino a quando, grazie al cielo, tirano finalmente fuori la famosa soggettiva che tutti aspettavano. Con tanto di pistolona e teste che saltano: figo. Ma succede a un passo dalla fine, e per pochissimi minuti. Non solo si è portati a pensare che la produzione sia fatta di imbecilli, visto come la sequenza stessa funziona bene (piuttosto della porcheria che l'ha preceduta, l'avremmo preferito tutto così), ma ci si sente anche presi per il culo.
Si potrebbe anche pensare, e sono certo che qualcuno da qualche parte l'ha fatto, che in fondo Doom non dia un'immagine molto rasserenata dei marines, che qui hanno tutti una valanga di problemi comportamentali. Ma suvvia, vogliamo davvero credere che le metafore e la semantica in questo giocattolone idiota non siano altro che pretestuali? Il cinema è altrove: Doom è solo un bruttissimo errore che vogliamo dimenticare in fretta.