lunedì, giugno 06, 2005

Sin city
di Robert Rodriguez e Frank Miller, 2004

"The valkyrie at my side is shouting and laughing with the pure, hateful, bloodthirsty joy of the slaughter... and so am I."

Sin city è esattamente, niente di meno e niente di più, quello che ci si aspettava dopo aver visto (e rivisto, e rivisto) il teaser, mesi fa: non un adattamento cinematografico, ma traduzione filmica di uno dei più straordinari graphic novel mai scritti. Prese tre storie (più alcune parti) degli omonimi fumetti di Frank Miller (chiamato saggiamente e prudentemente alla co-regia), Rodriguez le riproduce con fedeltà filologica unica e straordinaria, che rende il film un "progetto" a sè stante e nuovissimo, nel suo genere.

Rodriguez ha compiuto un mezzo miracolo e ha dimostrato un discreto coraggio. Il miracolo è quello di essere riuscito, pur nella priorità evidente data alla cura nella riproduzione, a "profondizzare" la tecnologia, a dare una nuova dimensione a materiale bidimensionale, a far respirare luoghi e personaggi evitando il rischio di una fredda, anche se amorevole, riproduzione. I personaggi sono perfetti e altrettanto perfettamente "rifatti", ma non sono sterili: il film riesce a "vivere", e non solo a sopravvivere, grazie anche a ottime scelte di casting (enorme Rourke). Una vera manna per i fan.

Il coraggio di Rodriguez è stato invece quello di tenersi le sue libertà, produttive e linguistiche: le prime per la rinomata cocciutaggine di uno degli auteurs più assoluti del cinema americano contemporaneo (a prescindere da risultati altalenanti) per il modo in cui configura intorno a sè (a "casa sua") tutti gli aspetti della produzione (dal pre al post) dei suoi film. Le seconde per la scelta di mantenere la voce fuori campo continua e ridondante (che può irritare un cinefilo, non un purista) e di adottare un ritmo personalissimo, non sempre esplosivo ma spesso caldo e avvolgente, che rischia di annoiare un pubblico "standard" ma che meglio si addice alle storie che racconta.

L'unico demerito, e non propriamente irrilevante, del film, è quello già citato in apertura, non andare oltre le aspettative: è sì un bellissimo film, e probabilmente un'opera per alcuni versi rivoluzionaria, ma è talmente legato ai linguaggi di provenienza (con un po' di paura di volarsene via) che stenta ad emozionare, e tantomeno a "straziare le budella" come chi vi scrive si aspettava.

Sin city è inoltre stato realizzato in un'ottica di nicchia, per iniziati: un film ad hoc "per gli appassionati". Ma creato da un appassionato stesso, il che giova non poco all'impressionante risultato finale. Tanto meglio, un po' di gente riscoprirà le tavole di Miller: ma non mi sorprende che altri possano rimanere interdetti, o annoiati, o disgustati.

Robert Rodriguez ha in ogni caso compiuto un percorso unico (e si spera ascendente) nell'utilizzo estetico e narrativo della tecnologia digitale, e con Sin city ha realizzato il suo miglior film.

"Worth dying for.
Worth
killing for.
Worth going to hell for.
Amen."

un post di kekkoz alle ore 18:22 | Permalink | commenti (28) | tags: stati uniti



Commenti
#1   06 Giugno 2005 - 22:22
 
be' questa volta abbiamo visto quasi lo stesso film
utente anonimo

#2   07 Giugno 2005 - 08:31
 
i personaggi praticamente non parlano. Ci sono tre o quattro dialoghi veri nel film, e tanto, troppo è dovuto al genio attoriale di Benicio Del Toro piuttosto che alle smorfiette di Bruce Willis e alla staticità da supereroe consumato di Mickey Rourke.
Nessuno ha pensato al fatto che è film sembra "vivo" e "profondo" per via della (profonda!) voce fuori campo, che mai come in questa occasione salva i panni a tutti?

p.s. ieri notte ho (ri)visto El Mariachi. Quello è un Rodriguez anni luce lontano da Sin City.
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#3   07 Giugno 2005 - 08:32
 
con Sin city ha realizzato il suo miglior film

acquistare MexiCollection, please... :)
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#4   07 Giugno 2005 - 08:34
 
noto che la mia definizione di "progetto" è piaciuta un po' a tutti... ;)
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#5   07 Giugno 2005 - 11:25
 
@goljadkin: non ti infervorare!

sul "progetto", il tuo post non l'ho letto prima di scrivere il mio. bona lé.

i primi due della trilogia TexMex li ho visti decine di volte, il terzo una volta sola: e solo El Mariachi, a mio modesto parere, gareggia "in pallette" con Sin City.

se ti interessa, QUI ho parlato di Once Upon A Time In Mexico.
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#6   07 Giugno 2005 - 12:11
 
Se la voce fuori campo ce la mette Eastwood, tutti a gridare al capolavoro. Qui invece "serve solo a salvare i panni"?. Mi sfugge qualcosa.
utente anonimo

#7   07 Giugno 2005 - 13:58
 
Sei l'unico che non ha nominato la caterva di gnocca. Fai meno lo snob!
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#8   07 Giugno 2005 - 13:58
 
L'anonimo del post 6 mi escluda dal suo "tutti", grazie
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#9   07 Giugno 2005 - 14:50
 
scrivimi ad ammazzala@virgilio.it
poi ti rigiro la mail personale

(ma di che link stavi parlando??)
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#10   07 Giugno 2005 - 16:21
 
@bonekamp: ti sei sbagliato con fringe, mi sa.

@ohdaesu: più che altro avrei dovuto parlare dei continui "primi piani" dei retrobottega delle topone. altro che voce fuori campo!
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#11   07 Giugno 2005 - 19:23
 
Ho sempre trovato El Mariachi decisamente non all'altezza della sua fama. Il miglior film di Rodriguez imho è il primo tempo di Dal tramonto all'alba e il primo tempo di Desperado.
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#12   07 Giugno 2005 - 19:51
 
uhuh
sisi, scusa kekkozzo!
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#13   07 Giugno 2005 - 20:08
 
totalmente d'accordo con Gokachu.

utente anonimo, è impossibile un paragone con Clint Eastwood. Nel suo film i dialoghi ci sono, eccome. Secondo me Sin City compensa la totale assenza di dialoghi con la voce off.
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#14   07 Giugno 2005 - 21:44
 
beh, il livello d'opinione va a farsi benedire di fronte all'assoluta oggettività della predominanza del racconto privilegiato al dialogo
Sin city la volevamo vedere, non ce la volevamo sentir raccontare
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#15   07 Giugno 2005 - 21:57
 
E comunque la caterva di gnocca è notevole. Jessica Alba e Brittany Murphy bucano lo schermo anche in bianco e nero. Ah, il film, giusto: capolavoro.
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#16   08 Giugno 2005 - 01:03
 
io la voce fuori campo l'ho sentita come una didascalia (quelle sopra e sotto i fumetti)... non mi è sembrata per niente invasiva e ha lasciato tutto lo spazio alle immagini. gran bella scelta coraggiosa per me.
pollice su.

i mariachi spaccano tutti dal primo all'ultimo..non so decidermi quale mi piace di più
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#17   08 Giugno 2005 - 14:50
 
bella discussione.

aggiungo solo, gokachu: appunto, i primi tempi, sono d'accordo. i primi tempi.
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#18   09 Giugno 2005 - 02:54
 
Sin city la volevamo vedere, non ce la volevamo sentir raccontare

Mi alzo e applaudo. Anzi faccio il tifo da stadio....
grande Bonekamp!
utente anonimo

#19   09 Giugno 2005 - 08:50
 
ahah, ma finiscila!
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#20   09 Giugno 2005 - 10:24
 
ero serio.
E' la migliore critica al film
utente anonimo

#21   09 Giugno 2005 - 15:11
 
uno dei "difetti" che avevo notato era proprio quella voce fuori campo. troppo presente, troppo invasiva. capisco -e apprezzo - la volontà di portare sullo schermo un fumetto conservandone lo stile "bidimensionale" -e da un punto di vista tecnico la prova è superata con successo. Ma non so ho come l'impressione che al film manchi un po' l'anima, resti un po' freddo. Nonostante gli attori siano bravissimi.
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#22   10 Giugno 2005 - 23:04
 
Pollice in su anche per me per la voce fuori campo... racconta del modo dei personaggi di vivere una citta' che si avverte e si tocca al di la' di quello, e funziona, funziona...
Misato-san
utente anonimo

#23   26 Giugno 2005 - 04:11
 
il migliore è di gran lunga mickey rourke, l'unico che non annoia mai. Bruce willis è sempre uguale, benicio del toro e clive owen annoiano.
E soprattutto, c'era una volta in messicoè INGUARDABILE.
Il migliore per me, resta el mariachi.
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#24   21 Luglio 2005 - 20:54
 
concordo a pieno la voce fuori campo...diversa da molte altre...di sicuro usata meglio che da spilberg(anche se nn meglio di American beauty)il film è orchestrato bene...concordo willis è un po' inespressivo..
utente anonimo

#25   21 Settembre 2005 - 13:18
 
1. Urge un chiarimento: Rodriguez non è un autore, nè un mestierante. Il suo approccio underground verso produzioni milionarie fa tenerezza, proprio come i suoi continui tentativi di legittimazione autoriale. Dopo l'inconsistente C'era una volta in Messico, ora Sin City, ancora più vacuo.
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#26   21 Settembre 2005 - 13:27
 
2. Si può dire di tutto: battute d'antologia, Rourke e Willis indimenticabili, la Alba sexy oltre ogni limite. Ma poi ci si chiede: e il romanticismo disperato che trasudava dalle carni lacerate? l'amore, la vendetta e il cinismo come uniche possibilità nel peccato? Tutto si riduce a una serie più o meno efferata d'ammazzamenti e mutilazioni, senza un rigore etico o un'ispirazione poetica;con la giustificazione dal bianco e nero della pellicola (tra l'altro orrenda la combinazione fra digitale e umano) e il commento off noir, piuttosto invadente.
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#27   21 Settembre 2005 - 13:30
 
3. Forse Rodriguez era il regista più adatto al fumetto, ma ha fallito, dimostrando di non avere nè lo stile nè l'intelligenza di Tarantino o Avary.
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#28   09 Maggio 2006 - 03:07
 
fanculo a tutti, questo è un filmone.
andate a cagare filosofi di sto cazzo.
utente anonimo

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