domenica, febbraio 06, 2005

Memories of murder (Salinui chueok)
di Bong Joon-ho, 2003

Una bellissima conferma: il secondo film di Bong Joon-ho è bello quanto il primo, il bizzarro e stupefacente Barking dogs never bite. Anzi, persino di più.

Una storia (vera) di omicidi seriali nella Corea dei terribili anni '80 si trasforma nelle mani di Bong sia in una riflessione storica sulla dittatura e sulla provincia coreana, sia in uno studio attento di personaggi, dove la recherche dell'assassino perde importanza rispetto al metodo, e dove non ha più molta rilevanza il fatto di cronaca in sè, ma il background da cui è scaturito e gli approcci emozionali del contesto storico.

A partire dalle classiche dicotomie città/campagna e (fin dalla prima sequenza) luce/buio, i due straordinari protagonisti interpretano dall'interno e dall'esterno il viaggio infernale in una provincia dove regna la paranoia, dove l'impotenza provoca reazioni di violenza, e l'intelletto cede il passo alla furia. Davvero difficile scegliere il "miglior attore" tra Song Kang-ho e Kim Sang-kyung, perché lo spessore quest'ultimo viene fuori più lentamente rispetto al fascino e alla presenza immediata del primo.

Durissimo e di grande impatto emotivo, disturbante e commovente, il film è anche retto dalla capacità di Bong di giocare, fin quando è concesso dal dramma, e soprattutto nella prima parte, con un umorismo cinico e nerissimo come quello dimostrato nel film precedente. E al di sotto del mostrato e del celato, delle metafore storiche, dello sconcerto, delle risate e del dolore, di cadaveri nella pioggia e di volti dolenti difficili da dimenticare, c'è uno stile già maturissimo fatto di piani infiniti, di una gestione perfetta degli attori e degli elementi all'interno del quadro, e qualche momento esplosivo (bellissimo l'inseguimento).

Niente male per un autore poco più che trentenne: non possiamo che aspettarci altre grandi cose da lui, ma Memories of murder è già un grandissimo film, tra i migliori film coreani tra quei (pochi, purtroppo) che mi sono capitati tra le mani. E ancora una volta, la speranza di vederlo da noi, anche se qualunque doppiaggio ne rovinerebbe l'incredibile intensità. Come quegli urli di rabbia, sotto la pioggia, sul binario di un treno.
un post di kekkoz alle ore 15:58 | Permalink | commenti (16) | tags: corea



Commenti
#1   06 Febbraio 2005 - 16:55
 
Mah, secondo me è si un film notevole e bello, da quattro stelline, ma esce fuori solo alla distanza, quando i protagonisti si scambiano, per così dire, i ruoli. La parte iniziale, forse necessaria ma a questo punto troppo lunga, mi ha lasciato perplesso con i protagonisti che si dividevano due il ruolo di clown, forse troppo comico a tratti, e per un periodo troppo lungo, e quasi uno spot a favore della violenza poliziesca, e l'investigatore di Seoul, invece troppo scialbo e impassibile. Quasi un contrasto Augusto-Clown bianco, giocato però su tempi enormi e ripetuto più volte senza sostanziali variazioni. Sulla bravura in sé degli attori non si discute, il più bravo è senza dubbio Song Kang-ho, impagabile; non che Kim Sang-kyung reciti male, fa il suo lavoro fino in fondo, ma "lo spessore" psicologico che esce sul finale non è tanto dovuto alla sua metamorfosi recitativa quanto meccanicamente ai suoi atti. E' uno di quei casi in cui viene spontaneo attribuire all'attore dei meriti che invece appartengono ad altri reparti del film.
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#2   06 Febbraio 2005 - 17:06
 
io forse direi 4 e mezzo...
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#3   06 Febbraio 2005 - 17:43
 
Quattro hehehe. A proposito, lo sai che è tratto da una storia vera?
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#4   06 Febbraio 2005 - 20:06
 
sì. l'ho anche scritto nel post, distrattone.
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#5   06 Febbraio 2005 - 20:21
 
Uff immagino che la scusa della febbre non valga più ;_;
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#6   06 Febbraio 2005 - 21:14
 
Anch'io propendo per Song, fenomenale. Kim è bravo e molto fascinoso, ma l'altro è un attore come ce ne sono pochi al mondo.

Per il resto, io sarei tra le 4,5 e le 5 stelline. Sarebbe carina una cinebloggers connection anche di film inediti...
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#7   06 Febbraio 2005 - 21:16
 
Ah, tra l'altro ripeto qui che il prossimo film di Bong sarà il più costoso della storia del cinema coreano, un film con un mostro enorme che esce da un fiume e crea scompiglio: THE HOST.
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#8   06 Febbraio 2005 - 21:46
 
Ma Pulgasari poi l'hai preso? ^^
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#9   07 Febbraio 2005 - 12:46
 
com'è che tu parli di un memories of mureder e fai 8 commenti e io parlo di TOTORO e nessuno commenta?....no oh, dico, totoro mica pizza e fichi:))
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#10   07 Febbraio 2005 - 12:56
 
cosa fai, product placement sul mio blog? :-) ihih
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#11   07 Febbraio 2005 - 14:01
 
Non l'ho preso, Pulgasari... possibile che ogni volta che nomino The Host ti viene in mente la Corea del Nord?
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#12   07 Febbraio 2005 - 18:00
 
Non mi viene in mente la Corea del nord, mi viene in mente un film con un mostro gigantesco! E poi il regista è sud coreano ^^
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#13   07 Febbraio 2005 - 18:11
 
Sì, ma rapito!
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#14   07 Febbraio 2005 - 19:51
 
Il fatto che sia rapito lo rende ancor di più sud coreano!
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#15   09 Febbraio 2005 - 12:11
 
deriva degli interpretanti?
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#16   05 Agosto 2007 - 19:59
 
L'aspetto più affascinante è come altri Paesi leggono generi "solitamente" americani e hollywoodiani, riplasmandone del tutto gli elementi, specie con quel finale che "delude" volutamente le domande.
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