martedì, novembre 30, 2004

Sentieri selvaggi (The searchers)
di John Ford, 1956

"You wanna quit, Ethan?"
"That'll be the day."

Per alcuni film davvero non ci sono molte parole, perché sono lì, e sono, e basta.

Le donne, sempre lì alla porta, con lo sguardo fuori, verso quella bellissima poetica minacciosa valle dei monumenti, con il cuore in gola, con il cielo luminoso e azzurro che le schiaccia. E un personaggio, Ethan, che è il western, che è la frontiera, che ha visto tutto e sofferto tutto, ed è per questo costretto ad andarsene nella luce della pianura, schiacciato dalla decadenza dei suoi ideali.

Non c'è più "un posto caldo accanto al camino" per lui, ma solo la solitaria tristezza, acquietata da quel po' di pace, dall'afflato di redenzione che gli ha donato quell'abbraccio con Natalie Wood: un breve momento, ma struggente, immenso.

E' banale, lo so, ma basterebbe anche solo uno degli incipit più belli della storia del cinema, e la sua chiusa speculare e circolare. Che splendore.

nota: il cielo benedica i dividì.

un post di kekkoz alle ore 16:16 | Permalink | commenti (9) | tags: stati uniti


Contatti

Socialfuffa

Cerca

Ultimi cinguettii

    Ultime Tumblerate


    [Vivere e morire a losanghe]

    PRIME VISIONI

    2008 | 2007 | 2006 | 2005 | 2004

    TUTTI I FILM

    # | A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z