martedì, settembre 14, 2004

Visitor Q (Bizita Q)
di Takashi Miike, 2001

Di Miike stanno ormai parlando tutti, e su di lui si dice tutto e il contrario di tutto. Quello che è certo è che è terribilmente intelligente, e ha una unica e straordinaria capacità di stupire, e questo film ne è la riprova.

Visitor Q è un'attacco deliberato e caustico all'istituzione familiare giapponese. Il visitatore del titolo è un signor nessuno, pura furia irrazionale (non fa altro se non colpire teste con pietre), che si installa in una "tipica" famiglia giapponese (incesti, violenze, prostituzione, eroinomania) e, grazie al suo intervento (per assurdo, vista la sua totale passività) porta questa famiglia all'apice della follia, e infine a una catarsi mistica e riappacificante.

Sotto la forma falsata di un digitale grezzo senza nessun ritegno o censura e che sfiora (da vicino) la pornografia, sotto l'eccesso ricercato in ogni azione o parola, si nasconde uno stile molto più raffinato di quanto sembri. Lo dimostrano i vari piani diegetici, tra videocamere e macchine fotografiche (motivo per cui molta critica adora questo film), e lo dimostra il tono ironico (ma non burlesco) con cui vengono mostrate le nefandezze compiute dai protagonisti.

Disincantato e crudele nel suo sorridente sgomento, eccessivo e infine testardo nell'affermare una speranza di fronte all'orrore del mondo, può causare reazioni molto diverse. Shock, rifiuto, sbellicarsi dalle risate. Personalmente, me la sono goduta. Basta un po' di pazienza e stomaco, e soprattutto la capacità di non scandalizzarsi di fronte a niente, e osservare con distacco: ne vale la pena.

un post di kekkoz alle ore 23:14 | Permalink | commenti (9) | tags: giappone


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