lunedì, maggio 31, 2004

Kairo

E' il secondo film di Kurosawa Kiyoshi che vedo (di Charisma ho parlato tempo fa), e sono ancora entusiasta del personalissimo stile di questo eccezionale regista giapponese. Il suo è un cinema decisamente horror, qui con reminiscenze romeriane (la visione finale), ma soprattutto con un occhio a quel "new japanese horror" che lui (con Cure, che cerco disperatamente) e Nakata (con Ringu, di cui ho parlato nel blog appena nato) hanno fatto nascere e visto crescere. Ma c'è qualcosa di più, che scava sotto l'orrore, e che lo distingue da Nakata.

Se Ringu era un film dalle radici sociologiche, Kairo è un horror esistenzialista e metafisico, una ghost-story in piena regola che, attraverso il contrasto tra i cari vecchi fantasmi e la rete di internet (tecnologia e soprannaturale, ma anche razionale e irrazionale) ci parla della solitudine dell'uomo contemporaneo, nonostante la retificazione, e forse a causa di essa. Un film sulla solitudine e sull'assenza, come confermano i bellissimi dialoghi, e il finale, che conferma la vena disperatamente apocalittica e pessimista che avevo visto nel finale di Charisma.

Per gli altri: fa paura. Mi sono proprio cagato in mano.

un post di kekkoz alle ore 14:15 | Permalink | commenti (1) | tags:



Commenti
#1   31 Maggio 2004 - 22:21
 
Continuo con l'invidiarti per la visione di questi film;-)ciao!!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente kassovitz

Commenti

Contatti

Socialfuffa

Cerca

Ultimi cinguettii

    Ultime Tumblerate


    [Vivere e morire a losanghe]

    PRIME VISIONI

    2008 | 2007 | 2006 | 2005 | 2004

    TUTTI I FILM

    # | A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z