martedì, marzo 30, 2004

Le regole dell'attrazione

Uno dei piccoli problemi del parlaredicinema: discutere un film o una sua edizione? Un problema sottilmente filologico (e un po' masturbatorio) che reca non pochi problemi a chi, per esempio, vuole parlare di Rules. Facciamo finta che non l'abbiano tagliato, ignoriamo i titoli ridicoli, e il doppiaggio insolente. Facciamo finta. Altrimenti che dovremmo fare dei Goonies o di Stand by me?

Grand'uomo, Roger Avary: responsabile di uno degli ultimi, veri, b-movie sperimentali americani (a Parigi: Killing Zoe, splendido) e ora capace di prendere una storia già destrutturata e trovare una (de)struttura ad essa adatta. Mostra la coesistenza degli eventi, e quindi l'inesistenza stessa del tempo (grande e unico tema del film) grazie al rewind. Mostra l'inevitabilità del fato, e l'identità tra realtà e immaginazione, grazie allo split-screen (uno dei più belli di sempre).

Con punte di disperata poesia immerse in un ritratto inevitabilmente acido e distaccato di un piccolo mondo che va allo sfacelo, anzi, che non va da nessuna parte. Perché, come si è detto, il tempo non esiste più, non ha più senso parlarne o rappresentarlo, è l'ultima mera illusione di una non-generazione, di una società, incapace di trovarsi-accettarsi-amarsi-l'un l'altro-amare-se stessi-comprendersi-diversificarsi-morire.

un post di kekkoz alle ore 21:40 | Permalink | commenti (15) | tags:



Commenti
#1   30 Marzo 2004 - 21:45
 
non so cosa mi è preso stasera - comunque un gran bel film, a mio parere, se non si fosse capito
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#2   31 Marzo 2004 - 00:19
 
Si è capito. E si è capito anche le la ghezzizzazione non è anra finita!!! ;)
utente anonimo

#3   31 Marzo 2004 - 14:03
 
non vorrei sentirmi ghettizzato per essere così ghezzizzato
utente anonimo

#4   31 Marzo 2004 - 15:07
 
non è tagliato.
utente anonimo

#5   31 Marzo 2004 - 20:29
 
davvero? ne ho sentite di ogni (vedi FilmTv, che di solito su queste cose è abbastanza serio...) - chi sei poi?
utente anonimo

#6   01 Aprile 2004 - 08:04
 
beh, io non ci ho visto tutta questa disperata poesia... ma alla fine ognuno vede il "suo" film, nel modo che vuole. ciao! ;)
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#7   01 Aprile 2004 - 09:45
 
ho detto "punte", non "tanta"
utente anonimo

#8   04 Aprile 2004 - 03:39
 
...just to say hello... ma già che ci sono...bello questo film, mi è piaciuto davvero un sacco. Argomenterò il perchè in un orario più umano.
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#9   04 Aprile 2004 - 12:17
 
in effetti, signorina, siamo nottambuli, eh? aspetto tue ulteriori
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#10   05 Aprile 2004 - 10:54
 
....siamo d'accordo su avary, che diamine...
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#11   05 Aprile 2004 - 15:21
 
eh beh ci mancherebbe altro, tri'!
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#12   12 Ottobre 2004 - 19:32
 
mah. a me non è piaciuto un piffero..!
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#13   10 Febbraio 2005 - 13:46
 
Testè scoperto codesto blog, che frequenterò anzichenò, lascio qui il mio primo commento xchè ho fatto la tesi su Ellis che è il più grande scrittore vivente -era una tesi equidistante, ovvio-. E da qualche parte tra le 536 pp. del volume spiegavo che il film di Avary è l'unico che abbia un pò capito Ellis. Il discorso sul tempo, poniamo, è fondamentale ed è inseparabile dall'ontologia dell'audiovisivo riproducibile nonchè dalla percezione di chi è cresciuto, si dice, "all'ombra del video" come appunto i disperati di "Rules". Ciò detto, il film non spicca il volo. E agli ellisiani tremano i polsi, in attesa del "Glamorama" di Roger Avary, che a proposito è il più grande romanzo del '900 -questo l'argomento forte della mia tesi.
(Esagero ma non troppo)

vanni j
utente anonimo

#14   12 Luglio 2006 - 12:57
 
il film non mi sembra abbia dei tagli (ne ho visto anche una copia inglese) Forse è la stessa leggenda circolata su Brokeback mountain. Detto questo, il film è stato presentato dal marketing italiano come una sorta di filmetto adolescenziale/scolastico ed è chiaro che è tutt'altro. Così si sono scontentati tutti, le coppiette che sono andate al cinema per pomiciare e chi era interessato a vedere una trasposizione da Ellis dopo il deludente American Psycho. Il doppiaggio è scandaloso. Forse il film poteva spiengere maggiormente sul lato erotico, ma tutti gli attori funzionano piuttosto bene. E si spera che il protagonista di Glamorama sia lo stesso attore che lo interpreta in questo film. Quanto a Glamorama non credo sia il miglior Ellis, il libro parte bene ma si inceppa quasi subito. Oscar
utente anonimo

#15   12 Luglio 2006 - 13:02
 
no, non credo sia una leggenda metropolitana. comunque, consiglio la lettura del pezzo di Gervasini su Film.Tv:

http://www.film.tv.it/recensione.php?film=26241
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