Shine a light
di Martin Scorsese, 2008
In tutta onestà, prima di parlare (brevemente) di questo film vanno fatte alcune considerazioni. La prima, che questo non è un vero documentario sui Rolling Stones, come era probabilmente
No direction home per Dylan, e come i trailer - e come biasimarli? - vogliono farci credere: si tratta invece di un film-concerto, su due date della band inglese al Beacon Theatre di New York nell'Ottobre 2006, ospiti di Bill Clinton e famiglia. La seconda, è che questo film è stato progettato e promosso per la proiezione sugli schermi IMAX, che da noi davvero scarseggiano: e in una sala normale l'operazione perde una buona fetta di senso, ve l'assicuro. La terza, conseguente, è che se non siete dei fan sfegatati dei Rolling Stones, difficilmente vi interesserà sentirli suonare sullo schermo del vostro multisala, per quasi due ore, e quasi ininterrottamente.
Ma insomma, mi si chiede, non c'è davvero altro? Ci sono 10 minuti di orologio iniziali che avete già visto nel trailer - splendidi (con un adorabile Scorsese, sempre più interprete di sé stesso) e fanno sperare qualcosa di più - qualche sparuto intermezzo con filmati d'epoca (interessanti e divertenti, ma appiccicati tra un pezzo e l'altro giusto per spezzare il ritmo) e un'uscita di scena davvero geniale, un gran colpo di coda da maestro. Ma buttiamo alle ortiche ogni pregiudizio amorevole per lo zio Martin: è davvero tutto qui, ed è poco poco. D'altra parte, uno può obiettare, quale migliore omaggio a una band che ha costruito una leggenda incrollabile proprio sulle esibizioni live che limitarsi a riprendere ossessivamente
loro che suonano, ignorando persino cose potenzialmente interessanti come il pubblico di insopportabili fighetti - provate solo a immaginare quanto poteva costare il biglietto - di cui il Beacon era pieno?
Da parte mia, da uno come Scorsese, che il film-concerto l'ha sperimentato eccome (con
The last waltz), mi aspettavo qualcosa di diverso, se non di nuovo un
tentativo, o almeno qualcosa di più di quello che è - e qui veniamo al nocciolo della questione -
il DVD di un concerto dei Rolling Stones. Sarà il DVD di un concerto meglio fotografato che abbiate mai visto, con un interesse quasi ossessivo per il dettaglio ravvicinato (la ruga, la vena, l'otturazione, giuro,
le otturazioni di Mick Jagger), e con alcuni lampi inaspettati di genio (l'insistenza sulle facce assurde di Buddy Guy, quello storditone di Charlie Watts che a fine pezzo si volta, guarda in macchina e sbuffa), ma sarà sempre e comunque il DVD di un concerto. Categoria che, francamente, mi ha sempre lasciato indifferente: qui l'impressionante ricercatezza formale mi ha tenuto seduto in poltrona - non scappare a gambe levate appena compresa l'antifona è già stato tanto.
Comunque sia, sarà pure tamarra e musicalmente insignificante quanto volete, sarà pure una nana e un'insopportabile scimmietta urlatrice, ma Christina Aguilera - che viene qui ingroppata con mimica esperta dall'attempatissimo Jagger - ha una presenza scenica e una fotogenia che lasciano senza parole: qualcuno le costruisca intorno una carriera cinematografica. Grazie. Keith Richards sembra sempre di più il vecchio pedofilo dei
Griffin. Jack White invece è brutto, ciccione, e sputa tantissimo.
Nelle sale dall'11 Aprile 2008.
Particolarmente concorde con la recensione di Peter Martin su Cinematical.