mercoledì, febbraio 27, 2008

Lo scafandro e la farfalla (Le scaphandre et le papillon)
di Julian Schnabel, 2007


Non è facile farmi piacere così tanto un film il cui protagonista è completamente paralizzato: quasi non me lo spiego, anche perché qui ci sono tutti i crismi del caso che generalmente me lo renderebbero indigesto. La sensazione di essere presi in giro, o meglio, di essere colti scaltramente sul vivo e scoperti nudi come vermi di fronte alle proprie emozioni, è sempre dietro l'angolo.

Ma Lo scafandro e la farfalla è talmente riuscito e commovente da far cadere ogni dubbia sulla sua possibile furbizia. Un film sulla potenza invincibile del ricordo (la memoria nel passato), prima di tutto, ma anche - chiaramente - sulla forza necessaria e sull'impellenza del racconto (la memoria nel futuro), giocato peraltro su un geniale ribaltamento prospettico (un campione eccellente della frammentata società postmoderna costretto suo malgrado a giocare nel campo della pazienza e della lentezza) che fa con la letteratura quello che Una storia vera di David Lynch fece con il viaggio.

A prescindere da ogni possibile lettura, la trasferta francese del regista newyorkese Schnabel diventa un film davvero bellissimo e assolutamente straziante (basti pensare alla scena della telefonata del padre, uno dei momenti più strappalacrime, in senso letterale, degli ultimi tempi) ma anche costruito in modo molto intelligente: per esempio, la scelta di ritardare il "fattaccio" e il controcampo della soggettiva iniziale - per cui Mathieu Amalric appare solo dopo più di mezz'ora (ma il tempo speso fuoricampo non gli impedisce una performance strabiliante). La bellezza e la bravura di Emmanuelle Seigner e soprattutto della stupenda Marie-Josée Croze contribuiscono non poco.

Un film che è anche un esempio di come si possa costruire un film ineccepibile intorno a un libro apparentemente "impossibile", e che diviene - anche grazie alle stupende immagini e alle scelte compositive mai banali del nostro adorato Janusz Kaminski - un inno stupefacente al potere demiurgico e salvifico dell'immaginazione umana, e per estensione alla magia del cinema.
un post di kekkoz alle ore 12:37 | Permalink | commenti (12) | tags: stati uniti, francia



Commenti
#1   27 Febbraio 2008 - 16:59
 
Queste due settimane al cinema hanno contribuito all'amore collettivo più di qualunque woodstock
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#2   27 Febbraio 2008 - 17:16
 
Vero!
All'improvviso è tornata la pace.
Bello, eh?

Venerdì esce "Fine pena mai".
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente kekkoz

#3   27 Febbraio 2008 - 18:42
 
Eehh, la forza del cinema! (dice sospirando con fare malinconico da intellettuale stipid-chic, anche se in mente le è venuta la sigla degli Snorky)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MissBlum

#4   27 Febbraio 2008 - 21:05
 
Probabilmente l unico sulla faccia della terra a cui il film non ha provocato nulla.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MrDAVIS

#5   28 Febbraio 2008 - 10:14
 
Non sei l'unico, Mr Davis.

Questo (per me) è un mélo che da un lato spara abbastanza basso, dall'altro cerca di "alzare" la materia tramite la ricca vita interiore del malato protagonista (che naturalmente, essendo quello che è, o forse solo "raro" e speciale, sogna libri di storia dell'arte e musica indie-chic).

Mentirei se dicessi che il film non "mi ha preso", però è successo secondo le stesse modalità di un melodramma imbastito con medio impegno e convinzione, al limite anche televisivo.

[Che poi sia meglio questo di altre cose fatte sul tema, beh, è vero]

- nonna speranza -
utente anonimo

#6   28 Febbraio 2008 - 11:30
 
A me e' piaciuto...non pensavo che Schnabel fosse cosi' capace. SYD
utente anonimo

#7   29 Febbraio 2008 - 19:22
 
cazzapapero, bisogna correre al cinema, dunque!
Il trailer mi ha subito fatto credere che si trattasse di un bel film, e ormai prima di scegliere cosa andare a vedere dò sempre un'occhiata a questo sito.
Yeah.
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#8   01 Marzo 2008 - 11:08
 
Schnabel dovrebbe solo abbandore le sue mise di flanella quadrettata e poi sarebbe perfetto!
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#9   04 Marzo 2008 - 17:31
 
Sono d'accordo, d'accordissimo con te:
l'ho visto qualche giorno fa e la tua recensione mi ruba le sensazioni
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#10   05 Marzo 2008 - 02:12
 
Grandissimo film...
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#11   05 Marzo 2008 - 15:37
 
d'accordo... un grande grande film!
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#12   14 Marzo 2008 - 23:53
 
Adesso mi sorge il dubbio imperativo che dovrei recuperare le sue due biografie precedenti, specie Before Night Falls che ho sempre evitato come la peste-- Sospetto che con Lo scafandro però non c'entrino effettivamente un cazzo e ho paura mi rovinino la splendida sensazione--
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