Paranoid park
di Gus Van Sant, 2007
[Cannes a Milano 2007]
Si può discutere quanto volete, sullo stile di Van Sant, sul suo modo rarefatto e ormai cristallizzato di fare "cinema d'autore", sull'effettivamente brutto scivolone che è stato
Last Days rispetto alla grandezza di
Gerry e
Elephant, oppure (se proprio
non avete un cervello) sulle sue aspirazioni sessuali. Quello che è certo è che un regista così al giorno d'oggi andrebbe coltivato. Dovremmo tenercelo stretto per gli anni a venire. Dovremmo volergli bene, e basta.
Perché Van Sant è uno dei pochi - dei pochissimi nel suo paese - registi contemporanei che riesce a dare un senso morale al movimento dei corpi nello spazio e ai volti dei suoi personaggi, senza aver bisogno di molto altro. E uno dei pochi che sa riflettere sui suoi temi, spesso controversi, con la giusta distanza ma senza dimenticare la portata emozionale che questi possono suscitare: in questo senso, nonostante l'evidente interesse di Van Sant alla "patina" che ricopre il film (i mille ralenti sugli skater nel parco eponimo, le solite infinite "camminate" - ma meno infinite che altrove - quasi un semi-abbandono delle tentazioni belatarriane?), le scene del "fattaccio" e della doccia - simmetricamente centrali nello sviluppo della fabula - sono autenticamente strazianti. Questione di tempi, di coraggio, dove altrove lo stesso sguardo reiterato e ossessivo sarebbe risultato morboso e indesiderato.
E poi c'è la fotografia di Christopher Doyle, eccellente dopo la prova "mascherata" di
Lady in the water, capace di meraviglie "mobili" e "immobili", persino quando nascosta dietro l'artificio di una telecamera nascosta: anch'essa, nella sua splendente lucidità, al di là di sterili polemichette, contribuisce a fare di
Paranoid Park un bellissimo racconto di formazione improvvisa, che rimane dentro lo stomaco come un sasso, e non vuole saperne di andare giù.
Con questo film si è chiusa lunedì la mia - molto parca - partecipazione alla rassegna di Cannes. I post sono aggregati sotto questo tag. Se ne avete scritto anche voi, non esitate a segnalarlo nei commenti.