domenica, dicembre 10, 2006

Cuori (Coeurs)
di Alain Resnais, 2006


Capisci che un film non è proprio riuscito quando ti giri continuamente durante la proiezione per controllare se anche le persone accanto a te stanno provando le tue stesse sensazioni (nell'ordine: noia, nervosismo, insofferenza, eccetera) oppure se stanno vedendo un altro film ed è semplicemente il tuo gusto che non si è ben appaiato con le tue aspettative. In questo caso, notevoli queste e decisamente sconfortato quello.

Perché va bene che hai 84 anni e quindi non sai precisamente che cosa diavolo stai facendo (la costruzione è effettivamente mediocre persino nel caso dell'unico personaggio vero e sensato, quello di Sabine Azéma) e il tuo livello mentale è probabilmente quello dell'anziano scorbutico Arthur, ma c'è davvero un limite a tutto. L'idea di "cinema corale" di Resnais è in realtà una serie di scenette autonome e separate che danno l'impressione di un'improvvisata recita teatrale parrocchiale in cui dopo ogni scenetta gli attori si cambiano sul palco. Un'idea di cinema abbastanza primitiva e fastidiosa, e senza una vera idea di sceneggiatura.

Bello da vedere, ecco: la regia è eccellente (con alcuni bellissimi piani-sequenza con focale corta, come quello di apertura, riprese dall'alto che schiacciano i personaggi) e altrettanto la fotografia di Eric Gautier. Ma è tutto terribilmente artificioso e freddo (ma non nel senso in cui vorrebbe esserlo: la neve nei cuori qui non attacca, monsieur Resnais), forse anche per la recitazione costruita su un uso eccessivo e fuoriluogo della pantomima, e grazie a cui le sequenze vanno dalla più totale indifferenza alla voglia di entrare nello schermo e fare una strage. E la mia un-tempo adorata Laura Morante, sì, come temevo, si accende almeno una sigaretta tremando.

Ma la cosa per cui ci ricorderemo per sempre Coeurs, e che probabilmente tornerà a farci visita sul letto di morte, è la dissolvenza con la neve. Oh! voi anime perdute che avete ancora tanta voglia di vedere questo film, sappiate che ogni. singola. scena. di Coeurs è separata dalla successiva da una lunga dissolvenza incrociata con l'immagine della neve cadente. Signore e signori, lo snowfade. Ma siamo pazzi? Stiamo scherzando? No, non avete idea.
un post di kekkoz alle ore 14:06 | Permalink | commenti (12) | tags: francia



Commenti
#1   10 Dicembre 2006 - 15:21
 
Lol.

"Sai, sei molto sexy quando ti incazzi" (cit.)

(lo snowfade diede fastidiuccio pure a me, a suo tempo, anche se minuzie di sceneggiatura quali "l'attore e fantasista Zambo" lasciano il segno)
utente anonimo

#2   10 Dicembre 2006 - 15:23
 
Mmm. Nonostante le tue (dure) riserve aumenta il mio desiderio di vederlo. Mi chiedo (e non è una provocazione ma una vera e propria curiosità) se tu abbia visto "Parole, parole, parole" e il dittico "ayckbourniano" "Smoking/No smoking". L'ultimo Resnais, quello boulevardier e chirurgico, quello che sogghigna teneramente spietato e allo stesso tempo tutto comprende. E' un ottantaquattrenne, sì, ma non credo affatto che non sappia cosa diavolo stia facendo. Sono ovviamente pronto a smentirmi e a inveire contro il maledetto vecchiaccio non appena avrò visto "Cuori". ^^
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#3   10 Dicembre 2006 - 20:12
 
"Perché va bene che hai 84 anni e quindi non sai precisamente che cosa diavolo stai facendo" Già ma De oliveira ne ha 97 ed è uno dei registi più lucidi che ci sia.Non credo sia l'età il problema, forse il problema è Alan Ayckbourn, un commediografo modesto a mio avviso infatti anche Smoking no smoking per me era insoppotabile, mentre Parola parole parole l'ho trovato bellissimo.comunque è chiaro che sono troppo lontani i tempi del Resnais migliore-alp
utente anonimo

#4   10 Dicembre 2006 - 22:45
 
Io Resnais non l'ho mai sopportato. Mai.
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#5   11 Dicembre 2006 - 00:40
 
@vio: Zambo l'ho già rimosso, ma ho un amico che si chiama così. probabilmente non è un caso.

@udp: vorrei specificare che quella frase era una battuta, eh. (comunque sì, ho visto paroleparole anni fa e mi piacque tantissimo. invece, mai avuta l'occasione di vedere il fantomatico dittico.)
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#6   11 Dicembre 2006 - 04:02
 
Il dittico è stata l'ultima cosa in ordine di tempo che vidi di Resnais... però questa recinzione qui in effetti mi mette un po' di anZia.
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#7   11 Dicembre 2006 - 10:29
 
grazie di avermi chiamato udp , l'importante è che non mi hai chiamato udc :-) ciao ALP
utente anonimo

#8   11 Dicembre 2006 - 10:57
 
@alp: ahah.
(udp è UnoDiPassaggio)
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#9   11 Dicembre 2006 - 12:59
 
non era per me allora la risposta !scusa sono il solito invadente, mi faccio perdonare ( ! ? )segnalando una curiosità che spero nessuno sappia ancora: l'ultimo film di Castellitto è un corto, 20 minuti , si chiama SONO IO, è con la Guerritore e si trova su www.intimissimi.it Potrebbe essere il film da deridere dell'anno !
utente anonimo

#10   11 Dicembre 2006 - 18:56
 
mi ricordo "Mon oncle d'Amerique", con Depardieu, e ho trovato una cosa in comune, è come se Resnais stesse studiando i personaggi, i loro comportamenti, le loro reazioni, come se fosse un entomologo che studia gli insetti, come esempio di uno sguardo di questo genere sono le ripetute riprese dall'alto. A me è piaciuto molto in quest'ottica, avrei messo un titolo pessimista, "Solitudini" poteva andare bene.
utente anonimo

#11   11 Dicembre 2006 - 19:35
 
ah ecco meno male ah ecco che brutto cuori (meglio di una recensione potè uno scambio di parole con un collega :"quella neve..." "da galera")

la reine
utente anonimo

#12   15 Dicembre 2006 - 19:16
 
Concordo sulla questione dell'agitarsi sulla poltroncina, però io la sufficienza gliela darei a questo film, perché nella seconda parte ha una bella ripresa, dopo un incipit un po' zoppicante.
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