Into the wild
di Sean Penn, 2007
preparate le pistole, i coltelli, le frecce e i dardi, le donne, i cavalier, l'armi, gli amori
perché?, non mi dirai mica che non ti è piaciuto Into The Wild ehi che tempismo, beh, esattamente
beh sicuramente ti sei fatto condizionare da qualcuno è un'idea come un'altra
oppure ti si è bruciato il cervello ma parla per te, e per Sean Penn semmai, che credevamo essere una persona seria e invece
sì vabbè però non argomenti prima di tutto chi dice che è un mio dovere argomentare
io, il tuo lettore seh, buonanotte, secondo punto, che tanto il nocciolo fondamentale della questione lo dico alla fine, dammi il tempo invece di attaccarmi subito così, alla prossima cosa mi dai, del nazista?
(...) ecco appunto, parliamo di Into The Wild
sono convinto che la tua insoddisfazione sia la solita solfa di matrice ideologica ehi ma allora lo leggi davvero il mio blog
(...) guarda, stai zitto che è meglio, ammetto che al malgiudizio sul film ha contribuito in parte il fatto che, come altri avevano previsto, Christopher McCandless è ritratto con quest'aura profetica che cozza un sistema di valori per cui non si può santificare un fighetto incosciente che lascia dietro di sé un ingiustificato strascico di dolore, quando se davvero il suo problema era raggiungere una risposta, e se quella lì era la risposta, oh, vogliamo proprio dirla tutta, bastava che mi faceva una telefonata e glielo dicevo io, gli dicevo "leggi meglio, oh idiota, la risposta è a pagina 42"
vedi che hai dei preconcetti zitto
ma il Cinema non ha nulla a che fare con queste cose ho detto zitto, e ho detto pure che ha contribuito, non che è tutto qui
cioé spiegati insomma, se pure avrei preferito di gran lunga che fosse più chiaro che McCandless era solo matto come un cavallo, e pure pericoloso, e che lo è pure ora, pericoloso dico, non è perché io voglia fare la moraletta sopra la sua stessa moraletta, ma solo perché sarebbe semplicemente stato più interessante, guarda Grizzly Man insomma, però questo è solo un problema mio, con roba così mi viene la gastrite
smettila di schernirlo, ci vuole un po' di rispetto ohi ciccio, non so cosa dirti, quando un film è orribile non mi viene naturale insistere così, ma Into The Wild non è orribile, e non è nemmeno bruttissimo, in fondo ci crede, ci prova, a fare l'opera herzoghiana sulla sfida persa in partenza dell'uomo contro la natura, lo vedi, proprio ogni due minuti, ehi, qui c'è dell'herzog, qui no
meglio che io stia zitto davvero, tu non sai manco chi sia Herzog vabbé, uff, e poi ci sono le splendide canzoni di Eddie Vedder e alcune belle immagini di Eric Gautier, ma questo non toglie che da quasi ogni altro punto di vista Into The Wild sia un film palesemente malriuscito, uno spreco di energie imperdonabile, girato su un principio di accumulo nella regia e persino nella fotografia e nel montaggio che fa molto cinema sperimentale, con tutti i crismi per piacere alla sua bella fetta di mercato, eppure radicalmente risaputo nella struttura narrativa, e sotto questo aspetto, anche se non è il succo della questione, se vuoi mi soffermo
che c'è che non va, hai davvero problemi con la struttura a flashback? ma no, è che mi sorprende che Penn che è una persona ragionevole, visto che ha avuto il coraggio di propinarci due tremende ore e mezza di questa roba non abbia avuto anche il coraggio di estremizzare il racconto linearizzandolo
cioè? uff, cioè, anche qui è un problema mio, i flashback ammorbidiscono la forza espressiva dell'avvicinamento alla morte di cosetto, lo rendono convenzionale, ed è un peccato, perché un'ora conclusiva nel pulmino, quella sì sarebbe stata una bella mazzata nelle gambe, così son capaci tutti, ma tanto queste sono divagazioni, non è questo il punto
allora spiegamelo, il nocciolo della questione appunto, il problema è proprio quello, la spiegazione, dover spiegare tutto, a ogni inquadratura,
non credo di aver capito me ne rendo conto, comunque, succede qualcosa sullo schermo e senti la voce di Jena Malone, che tra l'altro sta crescendo maluccio poverina, ci piaceva tanto, e la voce di Jena Malone prima ti dice cos'è successo prima, poi ti descrive che cosa stai guardando, e poi, soprattutto, ti spiega per filo e per segno il significato di quello che sta succedendo, e sto parlando di uno spiegone big time di tutti i maledetti strati del maledetto discorso
non ti piace il voice-over, insomma senti, c'è voice-over e voice-over, non è una questione di gusti, è che ci sono casi, e parlo di casi specifici come Into The Wild, in cui una scelta così sottolineata e invasiva come il voice-over, lungo quasi tutto il film, può essere davvero micidiale, non solo perché adultera il senso e il gusto del racconto, ma anche perché il film è assolutamente esplicito nel suo messaggio, e soprattutto nel farsi messaggio, il che, mettiamola lì, potrebbe annullare qualunque menata sulla sopravvalutazione dell'ideologia, talmente esplicito dicevo, e aperto, che queste spiegazioni tutte belle forbite non servono a nulla, anzi, insomma, perché una cosa è prendere per mano lo spettatore, altra è prenderlo per scemo, per non parlare di questo esercito di personaggini che sarebbero anche interessanti se non fossero piccoli così, meramente funzionali ai miseri scopi di Supertramp, e talmente infilati nell'indole da cineasta liberal da sfiorare l'autoparodia, fino a sfociare nel vero Ridicolo Involontario di tutta la sequenza con la tipina con la voglia di cazzo, che tra l'altro getta una luce sconfortante sulle tendenze ascetiche di Sean Penn, se ci aggiungiamo anche che l'unica scopata è una scopata triste
su quello siamo d'accordo, che spreco poi, cotanta Kristen Stewart e le vediamo solo le mutandine ecco, razza di pervertito, parliamone
è minorenne cos'ha poi questo qui come scarto emozionale, come trauma narrativo, i genitori che litigavano e non si separavano mai?, ma stiamo scherzando?, e tutte queste menate, e decine e decine di minuti di Jena Malone che ci legge la smemoranda con i drammi interiori suoi e del suo fratello matto, per cosa, per le litigate tra due poveri squallidi cristi che alla fine appaiono molto più umani di lui
secondo me non è un problema del film, si vede che hai avuto un'infanzia perfetta, tu ma vaffanculo.
Tu non mi conosci. Non sai
niente di me.